Giornata mondiale dei bambini prematuri, donare il sangue è fondamentale anche per la salute dei più piccoli

Giornata mondiale dei bambini prematuri, donare il sangue è fondamentale anche per la salute dei più piccoli

19 Novembre 2020 Off Di Avis

Si chiamano “prematuri”. Sono quei bambini che nascono prima della 37esima settimana di età gestazionale. Dati ufficiali del rapporto CeDAP (il Certificato di assistenza al parto) del Ministero della Salute fissano a oltre 30mila il numero dei piccoli che ogni anno, nel nostro Paese, vengono alla luce in questo modo (circa il 7% del totale).

Come ogni 17 novembre, anche in questo 2020 si celebra la “Giornata mondiale della prematurità”, un modo per tenere alta l’attenzione su un problema ancora troppo diffuso che, proprio in un periodo così delicato come questo caratterizzato dalla pandemia, ha subito un’impennata arrivando a toccare il 19,7%, in base a quanto emerso dal Registro nazionale Covid-19 istituito dalla SIN (la Società italiana di neonatologia). Stiamo parlando di bambini fragili che necessitano di cure specifiche alla luce delle gravi problematiche generate dalla nascita, appunto, prematura.

Tra queste c’è il bisogno di sangue per le continue trasfusioni di emazie concentrate a cui devono sottoporsi, vista la ridotta produzione e sopravvivenza dei globuli rossi, anche alla luce dei frequenti prelievi a cui vengono sottoposti. Ma non solo. Problemi di nutrizione, difficoltà a mantenere una regolare temperatura corporea, crisi di apnea e ipoglicemia, sono solo alcune delle molteplici situazioni di pericolosità di fronte a cui questi piccoli guerrieri si trovano esposti fin da subito. Situazioni di pericolosità per le quali vengono impiegati i concentrati eritrocitari grazie alle loro caratteristiche come l’ematocrito compreso tra il 65 e il 75% del volume totale del sangue (valori normali si attestano tra il 40 e il 50%) e l’emoglobina di almeno 45g per unità. Anche perché nascere prematuramente comporta una conseguente “immaturità” anche di molti organi e apparati, generata da fattori di rischio materno come ipertensione arteriosa, diabete, ipertiroidismo e altre abitudini come malnutrizione, abuso di alcol o sostanze stupefacenti e fumo.

Ecco perché non solo il 17 novembre, ma ogni giorno della settimana, deve essere un momento in cui sensibilizzare e incentivare l’abitudine a mantenere corretti stili di vita.