Le nostre donne: non solo l’8 marzo (editoriale del Presidente)

Lo scorso fine settimana, tantissime nostre sedi hanno organizzato diversi tipi di eventi dedicati alle donne.

Io personalmente ho avuto l’occasione di partecipare al Forum donne di Avis regionale Toscana, giunto alla sua 14^ edizione, a conferma – come accade anche in altre regioni – che il tema donne è da anni al centro della nostra azione.

Parlare di donne in AVIS significa innanzitutto parlare di una risorsa e di un’opportunità, e non certo di un problema.

In questo senso, di donne in AVIS dovremmo riflettere non solo l’8 marzo, ma ogni giorno e all’interno di ogni evento ed iniziativa.

Anche perché il tema riguarda quotidianamente – e drammaticamente – sia la realtà nazionale sia internazionale.

Penso ai fenomeni delle donne stuprate nei campi di detenzione in Libia, alle spose bambine (in molte parti del mondo ma anche in Italia), al terribile caso di cronaca di pochi giorni fa a San Giorgio a Cremano, ai femminicidi, alle infibulazioni, allo sfruttamento della prostituzione. Penso anche al caso, che ha riguardato molto da vicino la mia provincia di Brescia, di Sana, la ragazza pakistana uccisa dal padre e dal fratello in patria senza che questi fossero poi condannati.

Una grande scrittrice marocchina, Fatema Mernissi, nel suo libro l’harem e l’Occidente scriveva:

“Per tutta l’infanzia, Jasmina mi ha ripetuto che è normale, per una donna, provare panico al momento di attraversare oceani e fiumi: “Quando una donna si decide a usare le proprie le proprie ali, si assume grandi rischi”, mi diceva. Non solo credeva che le donne avessero le ali, ma era anche convinta che facessero male a non usarle”.

Per riprendere la metafora, voglio immaginare un’AVIS che sappia usare al meglio le ali delle nostre donne.

E che sappia lavorare con attenzione sulla promozione di donazioni mirate e dedicate, sull’inclusione nella vita associativa (favorendo la conciliazione con famiglia e lavoro), sugli studi delle patologie legate al genere.

Vorrei concludere in due modi. Da un lato con l’auspicio che si continui – con consapevolezza e coraggio da parte di tutti – in una battaglia culturale incentrata sul rispetto reciproco e sulla volontà di far emergere e valorizzare le specificità delle donne.  Non c’è niente e nessuno che giustifica alcuna sottomissione e non si deve avere paura – anche oggi – di denunciare i soprusi, perché è solo nel rispetto e nella libertà che vi sono opportunità di crescita.

Dall’altro, lascio a tutti le parole che una grande poetessa come Alda Merini, simbolo di coraggio e emancipazione, ci ha regalato. Sono le parole di chi ha sempre sostenuto le donne, facendone emergere – con lucidità e domande profonde – tutte le magnifiche specificità.

Non siate solo stendardi

ma anche terra presente

Non siate solo musica

ma anche silenzio di perla.

Non perdete mai il contatto

del vostro cammino:

ricordatevi che il sangue si ferma

perché non vuole parlare.

di Gianpietro Briola (Presidente AVIS NAZIONALE)