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Il testo, pubblicato nei giorni scorsi, vuole essere una guida pratica sulle principali cause di differimento e per individuare i motivi di sospensione non menzionati in modo esplicito dalla normativa attuale
 

 

Rendere più precisa e omogenea la nomenclatura relativa alle cause di esclusione dalla donazione ed evidenziare quali siano i motivi più frequenti di differimento. Sono alcuni degli obiettivi di “Motivi di sospensione temporanea e permanente dei donatori”, il documento tecnico pubblicato nei giorni scorsi dal Centro nazionale sangue.

Realizzato da un team di esperti coordinati dallo stesso CNS, il testo (consultabile a questo link) punta a rendere ancora più chiari i criteri che stabiliscono se una persona possa continuare a donare o meno, categorizzando i motivi di sospensione. La normativa vigente in materia trasfusionale, infatti, definisce i requisiti tecnici per garantire i più elevati livelli di qualità e sicurezza di sangue ed emocomponenti da adottare in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale. In particolare, definisce le modalità per la selezione del donatore per valutare l’idoneità e per l’esecuzione degli esami obbligatori ad ogni donazione e dei controlli periodici. I criteri di esclusione permanente e temporanea del donatore, sia a protezione della salute del donatore che del ricevente, sono adottati e applicati in maniera uniforme su tutto il territorio.

Proprio con l’obiettivo di migliorare il sistema di emovigilanza, nel 2022 è stata istituita un’apposita Rete operativa dei referenti regionali composta da rappresentanti del CNS, del Rischio Clinico Commissione Salute e dai Referenti regionali di emovigilanza e sorveglianza epidemiologica dei donatori. Da qui è emersa la necessità di effettuare una ricognizione dei motivi di sospensione dei donatori di sangue ed emocomponenti per individuare motivi di sospensione non esplicitamente menzionati dalla normativa vigente.

Partendo dall’analisi di 43mila donatori, è emerso che in molti casi i motivi di sospensione erano presenti in duplicato: 1.780 sono state le voci ridotte. Successivamente è stata condotta una prima ricerca che ha permesso di categorizzare le voci sui motivi di sospensione in sette macrocategorie:

  • Requisiti fisici
  • Patologie per ambito fisico
  • Utilizzo di terapie/profilassi
  • Rischio infettivo
  • Requisiti generici
  • Reazione indesiderata
  • Altro

L’ultima voce, “Altro”, è stata ulteriormente dettagliata come di seguito:

  1. la macrocategoria Requisiti fisici è suddivisa in 7 sottocategorie sulla base dei criteri di idoneità alla donazione previsti dalla normativa vigente (età, peso, livello di emoglobina nel sangue, frequenza cardiaca, gravidanza, intervallo inter-donazione, pressione arteriosa);
  2. l’ambito clinico prevede 21 macrocategorie corrispondenti a diverse aree mediche, con 35 sottocategorie relative a patologie che possono comportare la sospensione del donatore;
  3. in riferimento all’utilizzo di terapie o profilassi, sono state inserite 3 macrocategorie: Farmacologia, Immunoterapia e Vaccinazione;
  4. le voci relative al Rischio infettivo hanno richiesto una ulteriore analisi per una migliore caratterizzazione. Pertanto, il rischio infettivo è stato ulteriormente suddiviso in 3 macrocategorie di rischio sulla base del Comportamento, dell’Esposizione e delle Procedure a rischio, per un totale di 23 sottocategorie differenziali;
  5. i Requisiti generici di non idoneità, ricomprendono l’autoesclusione formale e la non reperibilità del donatore;
  6. la macrocategoria Reazione indesiderata riguarda pregresse reazioni gravi alla donazione;
  7. la macrocategoria Altro ricomprende le sospensioni in attesa di accertamenti.

 

Questa impostazione potrebbe essere uno strumento utile da applicare a livello nazionale non solo per armonizzare i motivi di sospensione, ma anche per favorirne un monitoraggio più ampio e uniforme sullo stato di salute dei singoli donatori. Con un obiettivo: continuare a contribuire al miglioramento del processo di selezione all’interno del sistema trasfusionale.