Servizi trasfusionali, aggiornati i requisiti minimi organizzativi

La Conferenza Stato Regioni ha pubblicato il documento che contiene precise indicazioni a livello strutturale e tecnologico anche per quel che riguarda le Unità di raccolta

Requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi per i servizi trasfusionali e le Unità di raccolta di sangue ed emocomponenti. Sono questi i temi su cui la Conferenza Stato Regioni ha pubblicato un aggiornamento dell’Accordo del 16 dicembre 2010

In particolare, il documento fa seguito alle disposizioni contenute nel D.lgs 19 marzo 2018 n.19 attuativo della Direttiva 2005/62/CE che prevede l’applicazione di nuove linee guida (Good Practice Guidelines – GPGs) per i servizi trasfusionali e le unità di raccolta gestite dalle Associazioni e Federazioni di donatori. 

Come si legge nel testo per i requisiti strutturali, l’aggiornamento spiega che “i locali e le aree destinati alla lavorazione e alla conservazione del sangue, degli emocomponenti e delle CSE/dei linfociti, sono illuminati, ventilati e mantenuti a temperatura controllata” e indicazioni specifiche sono riportate anche per quanto riguarda le autoemoteche.

Per il trasporto di sangue ed emocomponenti, la strumentazione utilizzata servirà a “mantenere le temperature definite a preservare le proprietà biologiche e l’integrità durante il trasporto”.

Le Regioni e le Province autonome dovranno recepire questo accordo entro sei mesi dalla data di definizione, dandone successiva attuazione entro i dodici mesi seguenti al recepimento. Ora l’atto dovrà essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

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